MILANO Da flop a top. In poco più di un mese, o forse in poco più di due partite. Quattro gol in una settimana tra Cagliari e Atalanta. Dosi industriali di talento (soprattutto ma non solo sui calci da fermo) messe a disposizione dei compagni. Tanto è bastato ad Ever Banega per (ri)prendersi l’Inter, per mantenere fede all’entusiasmo con  il quale era stato accolto da tutto l’ambiente nerazzurro ad Appiano Gentile. Per diventare l’ombelico del mondo su cui gravita l’Inter di Pioli. Per tornare a recitare da primattore, come ai tempi del Siviglia. Molto è dunque cambiato per Banega e la sua squadra. Asserire che tutto o quasi sia dovuto al sempre più convincente 4-2-3-1 che pare cucito su misura per il talento di Rosario è forse esagerato. Di certo, però, non è un caso che da quando il tecnico parmense abbia schierato proprio lui, Banega, al centro della trequarti alle spalle di Icardi, il panorama sia radicalmente cambiato. Non più in perenne ballottaggio con uno tra Kondogbia e Joao Mario, scevro da rigidi compiti di copertura e conseguentemente molto più libero di inventare calcio, El Tanguito si diletta nel repertorio preferito: fornire assist per i compagni e sentenziare i portieri avversari con prelibati calci di punizione, da sempre uno dei marchi di fabbrica del nazionale argentino. A poco più di due mesi dalla fine di un campionato iniziato male sia a livello collettivo che a livello personale, l’ex Boca Juniors sembra aver finalmente trovato la giusta collocazione per emergere, per determinare le presenti e future ambizioni di una squadra che, anche grazie al fondamentale contributo del fantasista argentino, continua a sognare un posto nell’Europa che conta, la Champions League. Molto è dunque cambiato. Di sicuro tanto è mutato nelle ultime due partite, nelle quali Banega si è erto a protagonista indiscusso sia nella goleada di Cagliari che in quella ancora più corposa di ieri contro l’Atalanta. L’Inter ha un Banega in più nel motore. Da flop a top in poco più di un mese.

admin

Leave a Comment