JUVENTUS – PORTO 1-0

(Pt 1-0)

AZIONI GOL 9-2

Juventus (4-2-3-1): Buffon 6; Dani Alves 6,5, Bonucci 6,5, Benatia 5,5 (60’ Barzagli 6), Alex Sandro 5,5; Marchisio 6, Khedira 6; Cuadrado 5,5 (46’ Pjaca 6), Dybala 7 (78’ Rincon), Mandzukic 6,5; Higuain 6. TECNICO Allegri 6,5 (Neto, Chiellini, Lichtsteiner, Pjanic).

Porto (4-3-3): Casillas 6; Maxi Pereira 5, Felipe 5,5, Marcano 5,5, Layun 5,5; André André 6, Danilo 6, Torres 6 (70 ‘ Otávio 5,5); Brahimi 6 (66’ Diogo Jota 5,5 ), Andrè Silva 5 (46’ Boly 5,5) , Soares. TECNICO Nuno Espirito Santo 5,5 (José Sá, Rúben Neves, Herrera, Depoitre).

ARBITRO: Hategan 6,5 (Romania). Assistenti Sovre-Gheorhe (Rom). ADDIZIONALI Petrescu-Coltescu (Rom). QUARTO UOMO Ghinguleac (Rom).

MARCATORI 41’ Dybala su calcio di rigore.

ESPULSI 40’ Maxi Pereira per fallo di mano da ultimo uomo. AMMONITI Cuadrado, Layun, André André

AZIONI GOL

JUVENTUS 3’ Dybala tiro alto-6’ Dybala tiro fuori-23’ Mandzukic colpo di testa parato-38’ Mandzukic colpo di testa fuori-41’ Dybala gol-46’ Cuadrado tiro alto-47’ Boly autogol sfiorato di testa-60’ Pjaca tiro fuori-66’ Higuain tiro fuori
PORTO 49’ Soares tiro fuori-82’ Diogo Jota tiro fuori

NOTE Angoli 4-1 Tiri specchio 3-2 Tiri fuori 9-4 In fuori gioco 1-0 Recupero 1’-3’

di ultimissimesport.it

TORINO Missione compiuta. Senza soffrire troppo. Senza regalare alla Champions League un’altra rimonta da consegnare alla storia come quella di 7 giorni fa al Camp Nou. La Juventus si beve un Porto non di grande livello ed accede con serenità ed autorità ai quarti di finale. “Dobbiamo fare una partita seria e responsabile” aveva ammonito Allegri alla vigilia. Detto fatto, perché la sua creatura, pur non incantando, prima crea, poi colpisce con il solito rigore segnato di Dybala, per poi amministrare la ripresa in scioltezza, provando a fare il pieno di autostima in vista dei prossimi impegno europeo.

DYBALA DI…RIGORE Nella prima frazione ti aspetti un Porto aggressivo, voglioso di provare a rimettere fin da subito in dubbio la qualificazione e così non è. La squadra di Espirito Santo si fa apprezzare per l’ordine con il quale copre il campo ma lascia a desiderare dal punto di vista delle occasioni create. Zero, in tutti i 45 minuti iniziali. E così, la Juve, ordinata lei pure ma lontana dalla versione d’assalto messa in scena contro il Milan, tende più a non scomporsi che a riversarsi dalle parti di Casillas. Sbagliato, però, pensare che i bianconeri non creino, tutt’altro. Pronti via e Dybala con due tentativi spaventa il Porto. Nella fase centrale del primo tempo, è poi Mandzukic (ottimo) a rendersi pericoloso con un paio di colpi di testa privi di fortuna. E dai e dai, proprio nel finale, la Juve (nella quale non brilla la coppia di mezzo Khedira-Marchisio e l’ex di turno Alex Sandro), colpisce. Sugli sviluppi di un corner, Maxi Pereira fa le veci di Casillas respingendo con un goffo quanto disperato intervento di mano un destro a botta sicura di Higuain. E’ rigore (senza veleni, questa volta), che Dybala trasforma con la solita lucidità.

PILOTA AUTOMATICO Al rientro in campo ed in inferiorità numerica, il Porto rinuncia alla stella di casa, André Silva, per inserire Boly. Dopo soli 4 minuti dall’inizio della ripresa, la squadra ospite avrebbe la possibilità di provare a rimettere tutto in discussione ma Soares, tutto solo davanti a Buffon, allarga troppo il piattone calciando a lato. Dal canto suo la Juve (che schiera adesso Pjaca per Cuadrado), amministra il gioco e, alla bisogna, crea qualche grattacapo davanti ma le conclusioni di Pjaca prima e di Higuain poi non si tramutano nel gol del 2-0. La conclusione dell’argentino è uno degli ultimi squilli degni di nota di una partita che non ha praticamente più nulla da dire. C’è tempo, però, per annotare un errore da matita blu di Jota che, come da tradizione per un attaccante portoghese, non ha la freddezza per trafiggere Buffon. Si aspetta solo il fischio finale che, quando arriva, suggella il passaggio del turno di una Juventus poco spettacolare ma solida e concreta. Missione compiuta.

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