di ultimissimesport.it

NAPOLI Dieci giorni. Soltanto dieci giorni. Tanto ci è voluto per alimentare dubbi sulla stagione del Napoli. Con Maurizio Sarri nel mirino presidenziale. Questione di risultati che non arrivano, o questione di “cazzimma”, personalità, di scelte tecniche, fate voi. Di sicuro, da Madrid a Napoli, dal Santiago Bernabeu al San Paolo, molto è cambiato. In meno di due settimane. Il gran galà in Champions League alla corte del Real è risultato indigesto come una bibita ghiacciata bevuta tutta d’un fiato. Dal gran galà madrileno al grande gelo tra le figure chiave del macrocosmo azzurro: De Laurentiis-Sarri, anzi, De Laurentiis contro Sarri. La vittoria illusoria sul Chievo di settimana scorsa si è rivelata un palliativo. Sette giorni più tardi, infatti, la gabbia di matti (ed è un complimento) che risponde al nome dell’Atalanta ha di nuovo messo a nudo tutte le difficoltà di una squadra che fatica a ritrovarsi e che continua ad aggrapparsi ai soliti noti. Ci si aspettava dal primo minuto il nuovo che (non) avanza, Pavoletti, ed invece Mertens ha recitato una volta di più il ruolo da “falso 9”. Ci si aspettava un Napoli con la giusta cazzima ed invece si è vista un’edizione sbiadita di se stessa, da vorrei ma proprio non posso. Il doppio colpo del k.o. firmato Caldara è il segnale che qualcosa non quadra. Nel frattempo, da Castel Volturno le bocche rimangono cucite. No, non si tratta di silenzio-assenso ma del più classico dei silenzi assordanti. In un clima teso, eufemismo, Sarri prepara uomini e schemi in vista della semifinale di andata di Coppa Italia contro la Juventus. C’è da esorcizzare il fantasma Higuain. C’è da sfatare il tabù Juventus Stadium che ha visto il Napoli soccombere sempre ogni volta che ha messo piede nel fortino bianconero . C’è, soprattutto, da invertire la rotta. Quella che il Napoli ha improvvisamente smarrito, alimentando dubbi, “scazzi”, e malumore. Con la figura di Maurizio Sarri al centro del mirino. Tutto o quasi in soli dieci giorni.

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