PORTO-JUVENTUS 0-2 (pt 0-0)

(azioni gol: 1-7)

PORTO 1 (48’ Herrera di testa)

JUVENTUS 7 (39’ Higuain  tiro respinto/ 45’ Dybala palo/ 59’ Khedira tiro fuori /66’ Higuain tiro a giro/ 72’ Pjaca gol/ 75’ D.Alves gol/87’ Khedira tiro fuori).

PORTO 4-1-3-2 Casillas; M.Pereira, Felipe, Marcano, A.Telles; Danilo; Herrera, Neves (59’ Corona), Brahimi (73’ Djogo Jota); A.Silva (30’ Layun), Tiquinho. TECNICO Nuno Espirito Santo. (Torres,  Boly, André, Jose Sa).

JUVENTUS 4-2-3-1 Buffon; Lichtsteiner (73’ Dani Alves), Barzagli, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (66’ Pjaca), Dybala (’85 Marchisio), Mandzukic; Higuain. TECNICO: Massimiliano Allegri. (Neto, Rugani, Benathia, Asamoha).

Arbitro: Brych (germania). Guardalinee: Borsch-Lupp (germania). Addizionali Danker-Fritz (germania). Quarto Foltyn (germania)

MARCATORI 72’ Pjaca, 75 D.Alves

ESPULSI Telles (P) al 26’,  per doppio gioco scorretto

AMMONITI M.Pereira g.s. Lichtsteiner g.s. Marcano g.s. Herrera g.s.

NOTE Angoli: 1-8. Tiri specchio 1-8. Pali 0-1. Tiri fuori 3-12. In fuori gioco 1-1  . Recupero pt 4’- 5’

di Ultimissimesport.it

OPORTO (Portogallo)

E la Juventus va, col vento in poppa. Ma vince soprattutto Massimiliano Allegri. Nella terra delle gioie Mourinhiane il tecnico che l’Arsenal guarda con gli occhi dolci vive una notte magica. Dolcissima. Ipoteca il passaggio del turno con uno 0-2 strameritato: prima un dai e vai Dybala-Pjaca,  chiuso con una rasoiata ravvicinata, poi stop e girata precisa, micidiale di Dani Alves, su cross di Alex Sandro. Tutto nella ripresa, in tre minuti. Tutto in un copione strategico disegnato dal tecnico (segnano i due cambi, i due subentrati) finito nel cono di luce per scelte e punizioni. Si,  vince  Allegri. Nella quarta trasferta di Champions (quarta vittoria) gli va di diritto la copertina.  Azzecca tutte le scelte, pure quello che sembrava un azzardo (punizione a Bonucci esecutiva proprio in una gara sì delicata) è scommessa stravinta. Il Porto lo ha graffiato come un neonato senza unghie, André Silva ha terrorizzato solo i…suoi (non lascia mai impronte o lividi nei suoi 30’ in campo). Certo: i portoghesi devono maledire la stoltezza di Telles: due ammonizioni in un minuto, quanto basta per essere sbattuto fuori ad un’ora dai tre fischi, beccarsi 4 in pagella e i “vaffa…” dei tifosi. Ma qualche perplessità la suscita anche la mossa del coach Spirito: fuori A.Silva per riassestarsi (è o non è il pericolo pubblico numero uno l’attaccante del Porto? Esce proprio lui!!) e la patacca da difensivista bella appiccicata sul cappotto di cachemire a tinte scure del tecnico portoghese. Se la merita tutta.

LA TRAMA Il Porto te lo attendi “attaccabrighe”, offensivo, grintoso, smanioso per virtù dello …Espirito Santo. Quel tecnico cioè che,  pelatino, barba accennata ricorda fisicamente Guardiola, ma per grinta, caratteraccio e smanie da stratega è indicato come l’erede vero di Mourinho. Alla fine risulta un flop. Copione rispettato? Per nulla, nemmeno un po’. Sta di fatto che nei primi 30’ noti più Higuain (14’) lanciato in verticale, ma soprattutto Dybala (23’) colpendo al volo (rigore in movimento) manda alto. Cresce la Juve, specie con l’uomo in più e contro un Porto che si accuccia 4-4-1 per tamponare, ripartire, soffrire il meno possibile, arrivare al riposo e ricostruirsi. Riassestarsi. Higuain per poco non lo buca (39’, incursione di Alex Sandro) con tiro carambolato su Felipe ma Casillas reattivo sventa in tuffo (39’ p.t. prima vera azione gol del match). A seguire il palo di Dybala (45’) non fa altro che confermare un predominio costante. Il Porto alle corde, vi si appoggia e tira il fiato.

MODULI Variazioni sul tema previsto ben poche (Herrera e Neves per André e Oliver in panca, ma spostano poco). Il Porto è veloce solo nei primi attimi del match e solo nei suoi pensieri: in teoria cerca le fasce, vorrebbe far girare palla velocemente, come un flipper, come una gara da basket che sul filo della sirena vuole decidere il suo destino, punto a punto. Ci riesce poco, male.  Allegri, e il suo nuovo modulo (4-2-3-1), superano i 90’ del test alla grande: probante il vaglio portoghese, non certo le “squadrette” (e non suoni dispregiativo) della A nello stivale.  Pjanic e Khedira, davanti la difesa, chiamati ad una serata da coltelli tra i denti, e per l’ex romanista (accusato in capitale di non marcare nemmeno la sua ombra) è un riscatto personale non da poco. Herrera strattona, va a scatti, il pressing sullo juventino quando porta palla e da bracconieri. Sui portatori di palla portoghesi inesorabili: o di fallo o takle, il dirimpettaio va irretito. Ma la Juve cresce, ne fa le spese Telles: nel giro di un minuto due ammonizioni (primo fallo su Cuadrado), ed espulsione netta, giusta, inesorabile. Specie per il fallaccio da folle sulla caviglia di Lichtsteiner, e con faccia da impunito poi a chiedere, chiedersi “cosa mai avrò fatto?”. Nulla, hai solo lasciato i tuoi in 10 per un’ora contro una signora Juve. Avessi detto…gaffe da torneo amatoriale, non certo da Champions, e che priva lo Espirito Santo d’uno dei migliori crosseur della Champions, proprio quando cross e gioco di fascia poteva essere la soluzione da scacco matto per i padroni di casa, visto come in mezzo i bianconeri non lasciavano passare nemmeno un ago.

RIPRESA L’impatto col campo, dopo il riposo, dà l’idea d’una Juve che arretra. Ingenuità da parrocchiani, non da star internazionale, quindi resta solo una impressione. Prima di accorgersi del rischio i torinesi danno la possibilità di sfiorare il vantaggio: cross Layun, testa di Herrera poco fuori (Buffon ben piazzato, unica insidia di casa). Il Porto inserisce Corona, Espirito Santo intuisce che anche la ripresa avrà lo stesso canovaccio del primo tempo (idee poche e confuse contro una Juve che ti avvolge e scuote come una piovra negli abissi). Cerca di trovare il guizzo sulla mediana, chi inneschi un Tiquinho più solo che mai. Impalpabile, assente…ingiustificato. Ma serve una mossa del genere se ti piazzi  in 10 dietro la linea del pallone? Allegri è simpaticamente rabbioso, urla anche sullo 0-2, non molla d’una virgola, ordina il 4-3-3 per gestire bene il finale, magari segnare ancora.

IL TEMA No, non è la BBC. Era osservata speciale la difesa, con Bonucci relegato in punizione dietro la lavagna (in tribuna, inquadrato da telecamere e gli sguardi dei curiosi) intrigava capire come se la sarebbero cavata i 4 davanti Buffon: soprattutto Alex Sandro-Chiellini-Barzagli, cioè nelle zone di percussione di André Silva (temutissimo in vigilia), perché  raramente incappava su Lichtsteiner più preso da Tiquinho (al debutto internazionale, arrivato a gennaio) e questioni di …destra.  Mutuando il refrain di una antica banda della notte diretta da Arbore… no non è la BBC, ma regge benissimo la difesa di Allegri. La Juve non sbanda. Non balbetta. Non traballa, la difesa sfrutta la voglia pazza di graffiare dalla cintola in su, le accelerazioni del trio dietro Higuain e un Telles da ricovero. No, non era la BBC, ma anche 11 contro 11 ha fatto il suo figurone, specie valutando come un cross di Alex Sandro ha sigillato l’assist che ha spinto giù dal ring il Porto. Chapeau…

admin

Leave a Comment