NAPOLI-REAL MADRID 1-3

(pt 1-0)

NAPOLI 4-3-3 : J. Reina 6; Hysaj 6, Albiol 5,5, Koulibaly 5,5, Ghoulam 6; Allan 6 (56’ Rog 6), Diawara 6, Hamsik 7 (75’ Zielinski 6); Callejón 5,5, Mertens 7, Insigne 6,5. (70’ Milik 5,5). TECNICO Sarri 6,5 (Rafael, Maksimovic, Maggio, Jorginho).

REAL MADRID: Navas 6; Carvajal 5,5, Pepe 5,5, Sergio Ramos 8, Marcelo 6; Modric 5,5 (80’ Isco sv), Casemiro 5,5, Kroos 6,5; Bale 5 (68’Lucas), Benzema 5 (77’ Morata 6,5), Cristiano Ronaldo 5. TECNICO Zidane 6 (Casilla, Danilo, Nacho, Rodriduez).

ARBITRO: Cüneyt Çakir 6 (Turchia).

MARCATORI 24’ Mertens, 51’ Sergio Ramos, 56’ Sergio Ramos, 91’ Morata

AZIONI GOL 6-7

NAPOLI 8’ Hamsik tiro fuori-14’ Insigne tiro parato-24’ Mertens gol, 38’ Mertens palo, 39’ Hamsik tiro fuori-41’ Hamsik tiro parato-

REAL MADRID 18’ Bale tiro parato-29’ Ronaldo palo-47’ Benzema tiro fuori-51’ Sergio Ramos gol-56’ Sergio Ramos gol-83’ Carvajal tiro alto-91’ Morata

ESPULSI AMMONITI Allan, Diawara

di ultimissimesport.it

NAPOLI Un primo tempo per sognare. Un altro per alzare bandiera bianca al cospetto di un Real Madrid preso per mano, una volta di più, da Sergio Ramos. L’uomo del destino, quello che elimina un Napoli mai domo dalla Champions League. Le due incornate con le quali il difensore di Zidane spezza il dolce incantesimo a tinte azzurre, non rende probabilmente giustizia ad un Napoli che nei primi 45 minuti ha fatto tremare eccome Cristiano Ronaldo e compagni. Tutto inutile, però. Tutto illusorio perché nella ripresa bastano due reti su calcio da fermo (specchio della pochezza offensiva mostrata dal Real) per ribaltare l’esito della gara e per passare il turno.

MERAVIGLIA NAPOLI Nel primo tempo non c’è storia, letteralmente. Il consueto 4-3-3 schierato da Sarri (con Allan  preferito a Zielinski ed al Rog ammirato contro la Roma) mette in enorme difficoltà i blancos che faticano a costruire gioco saltando puntualmente la mediana ed affidandosi soltanto ad improbabili lanci lunghi. Il Napoli, dal canto suo, pressa con lucidità e verticalizza appena può, mettendo a nudo le evidenti difficoltà di una fase difensiva madridista non degna del blasone che permea la squadra campione d’Europa in carica. Le prove generali del meritato 1-0 le fanno Hamsik ed Insigne con un paio di tiri dal limite. Il gol, quello che fa esplodere il San Paolo, lo realizza il solito Mertens, bravo a raccogliere un assist di un illuminante Hamsik e folgorare Navas con un diagonale chirurgico. Forti dell’1-0, i partenopei provano ad ipotecare la qualificazione, ma il destro di Mertens (sempre lui) su una superficiale uscita sulla propria trequarti del Real si infrange sul legno. Stessa sorte toccata al 29’ a Cristiano Ronaldo che, dopo aver saltato Reina, sbaglia clamorosamente la rete del possibile ed immeritato 1-1.

LA LEGGE DI RAMOS La ripresa inizia come era finito il primo tempo. Napoli a mille, Real spento, a tratti irritante. Ed allora, come già molte volte accaduto in passato, è ancora una volta Ramos a togliere dagli imbarazzi la scialba versione madridista di questo fine inverno. Quando al 51’ Kroos batte il calcio d’angolo, è lui, l’ex Siviglia, il pericolo principale. Solo che come sanno bene dalle parti di Madrid sponda Atletico, Ramos puoi tenerlo d’occhio, marcarlo, intimorirlo. Ma se c’è da segnare in una partita spartiacque o potenzialmente tale, il numero 4 madridista timbra puntualmente il cartellino. Di testa, ancora una volta.Cinque minuti più tardi, tanto per ribadire il concetto, l’uomo da cui più di ogni altro dipendono i destini del Real firma la doppietta (di testa ovviamente) che spegne definitivamente le speranze dei padroni di casa. Il doppio e mortifero colpo del k.o. toglie ogni motivo di suspence ad una gara ormai indirizzata, così come è ormai decisa la qualificazione. Il Napoli, ha comunque il merito di rimanere compatto ed ordinato fino all’ultimo istante, quando un guizzo di Morata rende più amaro il punteggio finale. L’ulteriore certificazione di una prova orgogliosa e per larghi tratti straordinaria nel primo tempo. Quello dove il Napoli coltivava con pieno merito il sogno qualificazione. Prima dell’1-2 di Sergio Ramos. Sempre più l’uomo del destino.

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