CARPI È scattato l’allarme, non si tratta di sindrome da flop ma bisogna stare attenti. C’è chi guarda alla storia del Livorno l’anno scorso: ad inizio campionato era primo con Panucci, partenza sparata, e poi si è ritrovato in lega Pro. Attenti, meglio muoversi in tempo, perché il Carpi che ieri per poco non è scivolato nella parte destra della classifica-se l’Avellino non fosse stato beffato in finale di gara l’aveva sorpassato – deve risolvere i suoi problemi.
MA I PLAY OFF? Strano, una delle tre retrocesse dalla massima serie, si ritrova già fuori dalla lotta per tornarci. E l’anno scorso comunque il Carpi il suo campionato onorevole lo aveva fatto. Come mai oggi arranca? Nonostante non abbia smantellato la vecchia rosa, rifiutando tutte le offerte di squadre per i suoi perni? Analizziamo le ragioni della dura frenata, di quelle che lasciano una sinistra la striscia sull’asfalto:
PERCHÉ RISCHIA 1 la squadra resta, come quella che vinse il campionato di B, tecnicamente non eccellente, e se manca la furia-condizione atletica sensazionale, come due anni fa, allora paghi dazio. L’elemento che faceva la differenza, il valore aggiunto, era quello di correre più degli altri, tantissimo, molte vittorie erano più figlie…della tenuta che non del “bagaglio” dei giocatori in campo, comunque ragguardevole. E ora tutta questa benzina in corpo non c’è.
2 Per sei mesi il Carpi ha giocato senza un centravanti vero, a gennaio sono arrivati Mbakogu e Beretta, ma è cambiato poco. I numeri dell’attacco sono da retrocessione, Beretta si è sbloccato da poco e il compare non segna da maggio. Non sono problemi da poco.
3 – ormai si è sparsa la voce, tra gli addetti lavori ai furbi della tattica è un dato ormai accalorato. I problemi di attacco, la scarsa facilità ad andare in gol, sono sotto gli occhi di tutti e quindi gli avversari in trasferta si chiudono a riccio, non lasciano spazi, e il gioco è fatto. Le ripartenze micidiali della corsa verso la A sono soltanto un sogno.
4 La fatica che si fa a realizzare risultati, successi, e ad essere affascinanti come in passato alla fine condiziona il morale, e si è demoralizzati. Certo non è un dato palpabile, visibile ad occhio nudo, ma su 11 volte che il Carpi si è ritrovato in svantaggio solo tre volte è riuscito a pareggiare, le altre otto ha perso inesorabilmente.
5 Un errore, in estate, non cedere alle richieste di tanti club di A che chiedevano i perni fondamentali di questa squadra che, arrivato a 38 punti in serie A, ha fatto un ottimo campionato. Il ragionamento del club non faceva una grinza: mantenendo saldo il gruppo la B ce la beviamo come un bicchiere d’acqua e ritorniamo in massima serie. Però così non è, e il magone dentro ha il suo peso. 6 Castori è un ottimo tecnico, che comunque ha realizzato un gran risultato due anni fa. Però con la rosa che ha a disposizione, con questi uomini, ha problemi a fare variazioni sul tema, cioè a cambiare modulo e tipologia di attacchi, di gioco, e se la squadra non corre come due anni fa ….. Nonostante tutto le azioni gol non mancano: contro l Entella ben cinque, e lo stesso contro il Pisa, le ultime due avversarie. Con i liguri hai perso, con i toscani ti sei salvato-0-0-anche perché ammalati dello stesso virus, anemia del gol. Carpi, fa presto, svegliati, perché se no potresti perdere non  solo i play-off …

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