ROMA Prima o poi dovrà decidere cosa fare da grande. Ma la Salernitana di Lotito, che va al derby con il Benevento, ha  un diavolo per capello. Perde in casa sì contro una Spal inarrestabile, ma rimangono i 1000 dubbi sulla squadra granata e su che ruolo deve avere in questo campionato. Sarà sempre una comparsa?  Sara sempre una gregaria, sarà sempre un oggetto non identificato per quanto riguarda l’alta classifica? Né carne né pesce,? L’anno scorso si è salvata all’ultimo attimo del torneo, quest’anno vivacchia un po’ meglio e alcuni club – specie per le penalizzazioni in arrivo -sembrano avere più di un piede in lega Pro, ma la Salernitana può aspettare ancora la sua gloria? È impensabile che un club come la Lazio non riesca a creare sinergie con la rosa granata, magari smistando in Campania qui giocatori che per ora non sono pronti alla A – ma non acerbi Primavera senza arte né parte – o chi comunque come Ledesma va a ringiovanire e in B alla fine è andato, ma altrove. Perché non finalizzare tutto ad un progetto esaltante? Mirato? Con un tecnico che garantisca spettacolo? In B piazze blasonate ci sono da tempo, possibile vivacchiare sempre alla giornata? No, Salerno ha un potenziale enorme, non può non deve essere usata come una dependance, come la casa al mare da usare poco e solo quando ci va.

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