PISA  La rivoluzione gentile di Giuseppe Corrado. Con toni pacati e modi garbati il nuovo presidente del Pisa ha impiegato pochissimo tempo a guadagnare la fiducia di una piazza sfiancata dalle turbolenze societarie che avevano spinto il club sull’orlo di un altro fallimento. Sin dai giorni immediatamente successivi al passaggio di proprietà – avvenuto non senza tensione a ridosso di Natale in uno studio notarile di Milano – l’imprenditore piemontese di nascita e emiliano d’adozione, affiancato dal figlio Giovanni, ha esposto molti progetti, supportandoli con la ferma volontà di dar loro forma concreta. Nell’immediato l’aumento (oltre i 10mila posti) della capienza dell’Arena Garibaldi ed in un domani non troppo lontano la realizzazione di un nuovo stadio, moderno e interamente al coperto. E poi la costituzione di un consiglio d’amministrazione, lo sviluppo di un piano marketing, il rafforzamento della struttura del settore giovanile. Questioni differenti, come i modi ed i tempi per affrontarle. Tanto basta per convincere i tifosi che a Pisa sia cominciata l’alba di una nuova era. La prospettiva della Serie A è allettante, lo stesso presidente non  lo ha nascosto. Ambizione futura legata alle incertezze del presente, generate da una classifica che inserisce la squadra di Gattuso nel rodeo di chi deve lottare strenuamente per restare in Serie B. Direttamente o attraverso i play-out.

 PENALITà DA BRIVIDO Il supporter del Pisa osserva la graduatoria e sa benissimo che non è veritiera al 100%, perché presto l’incubo della penalizzazione si tramuterà in realtà: 4 punti (improbabile una riduzione a 3). Una mannaia a cui il club toscano non potrà sottrarsi. I ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi sono la pesante eredità lasciata dalla precedente proprietà (la famiglia Petroni), un conto da saldare nel campionato attuale, che costringe i nerazzurri a non potersi più soltanto accontentare di una lunga serie di pareggi (la maggior parte dei quali per 0-0) ma ad osare di più, specie in trasferta dove la casella dei successi è tuttora tristemente vuota. E neppure la mezza rivoluzione operata dalla società durante la finestra invernale di mercato ha modificato l’indole di una squadra che subisce poco ma segna ancora meno, tanto da detenere due primati europei: la miglior difesa (considerando i campionati dei primi cinque Paesi del ranking Uefa) ed il peggior attacco. Ma la rivoluzione gentile un po’ di sofferenza la porta, …prevedibile.

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