di ultimissimesport.it

ROMA “Presto o tardi, coloro che vincono sono coloro che credono di poterlo fare”, diceva lo scrittore americano Christian Bach. Ci crede, eccome se ci crede, anche la Roma americana di Spalletti, pur se la Juventus famelica di questo lustro consiglierebbe più miti presagi. I numeri, d’altronde, non mentono mai e la versione 2016-2017 dei giallorossi rende la creatura di Spalletti la più competitiva da molti anni  a questa parte.

STATISTICHE DA RECORD Numeri, si diceva in precedenza. Dati che certificano la competitività di una Roma mai così bella, mai così consapevole della propria forza. Da quando l’ex tecnico dello Zenit è tornato a Trigoria, la sua creatura viaggia infatti a vele spiegate, ad una media di 2,33 punti in campionato, con 105 punti totalizzati in 45 partite. Non male, ma il dato più sorprendente è un altro. Mai prima ad ora, i giallorossi avevano racimolato 56 punti dopo 26 giornate, al massimo ci si era fermati a 55 nell’anno di (quasi) grazia 2006-2007. Andando avanti di questo passo, la Roma potrebbe così superare il record di punti di quella allenata da Rudi Garcia, che chiuse il 2013-2014, quello aperto da 10 vittorie consecutive, a quota 86, alla invidiabile media di 2,27 punti ad allacciata di scarpe.

CALENDARIO AMICO? In attesa dell’imminente sfida di Coppa Italia contro la Lazio che scalda Spalletti che dice “è una partita importante perché oltre ad essere un derby vale anche l’accesso in finale” ma scalda meno i tifosi (l’Olimpico non sarà esaurito, eufemismo…), una mano in ottica “remuntada” potrebbe arrivare dal calendario. Oltre allo scontro diretto contro la Juve (alla 36esima giornata) che si disputerà tra le mura amiche, la Roma si esibirà nel proprio stadio in 7 delle ultime 12 giornate, compresa la gara di sabato contro il Napoli, l’ultimo vero grande ostacolo prima della possibile seppur difficile resa dei conti contro la Juve. Inoltre, le trasferte non saranno così insidiose, almeno sulla carta. Palermo, Bologna, Pescara, Milan e Chievo, sono tutti avversari praticamente già certi o quasi del proprio destino. I precedenti, però, non autorizzano ad abbandonarsi in voli pindarici. Due, soltanto due, sono state le rimonte davvero degne di nota. Nel 1998-99 vinse il Milan che, dalla 27esima giornata, rimontò sette punti ad una Lazio (quella di Eriksson) che sembrava essere padrona del proprio destino. L’anno dopo, invece, furono proprio i biancoazzurri a riuscire nell’impresa. Perché? Perché furono in grado di sorpassare la Juve all’ultima giornata nonostante la formazione allenata da Ancelotti avesse 9 punti di vantaggio dopo 26 turni. Sognare è  lecito, dunque. La rimonta è possibile seppur difficile. Basta credere di poterlo fare.

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